Sindrome Miofasciale
Un viaggio nel mondo del dolore muscolare. Scopri le alternative naturali e come comprendere e gestire la sindrome miofasciale, spesso legata alla fibromialgia e ad altre condizioni dolorose croniche.

Il dolore miofasciale
Il dolore miofasciale è un modello utilizzato per spiegare il dolore muscolare senza una causa specifica. Il punto fondamentale da comprendere è che le terapie proposte per il trattamento della sindrome miofasciale hanno un elemento comune: provocano stimoli nocicettivi. Questi stimoli sono tipicamente di natura meccanica, chimica o termica, e agiscono sui nocicettori, terminazioni nervose specializzate nel riconoscere stimoli in grado di produrre o suggerire un danno tissutale.
Nel caso si abbia un dolore in un punto A,se si crea uno stimolo nocicettivo inenso nel punto B(anche i punti distanti da loro) e si va a ritestare il dolore percepito nel punto A,il dolore nel punto A sara' ora minore.
Le strategie di trattamento per la sindrome miofasciale comprendono il:Dry needling,la Neuralterapia,la Tens o le Onde d?urto focali e la terapia manuale.

Storia della Sindrome Miofasciale
Negli anni 80 la Teoria dell'esistenza dei Trigger Points e del Dolore Miofasciale risale ai medici J. Graham Travell e D. Goodman Simons dove abbiamo una patologia con una causa specifica e rimuovendola la stessa( i trigger points) risolviamo il problema(esiste quindi un'eziologia muscolare).Loro definiscono il dolore miofasciale come un dolore regionale dove i trigger point rappresentano un nodulo super irritabile(taut band),contenuto nelle fibre dei muscoli scheletrici,formato da un numero limitato di fibre) con una rigidita'(stiffness)aumentata. Il trigger point puoì produrre dolore locale o riferito,sia alla compressione naturale ,sia spontaneamente,se stimolato puo' produrre una fascicolazione muscolare detta Twitch response(spasmo locale).
Piu' tardi i medici Quintner e Cohen propongono un modello alternativo dove l'ipotesi dell'esistenza dei punti trigger all'interno del muscolo non sia di eziologia muscolare ma neurologica. La loro teoria non nega l'esistenza dei trigger points come fenomeno clinico(punti all'interno del muscolo che se stimolati portino dolore locale e/o riferito)ma altresi' negano che i trigger points causino la sindrome miofasciale o meglio patologia miofasciale (causa primaria di una specifica sindrome definita miofasciale o forma di allodinia secondaria muscolare ).
I trigger point possono manifestarsi in due stati differenti: latente dove il dolore e' manifestato solo con una pressione digitale ed uno stato attivo dove il trigger p. stesso e' responsabile del dolore percepito dal paziente,alla palpazione riproduce i sintomi del pazienyte e in alcuni acsi ,risposte autonomiche come rossore della pelle,sudore e dizzines(capogiri,instabilita').
La comunita' scientifica internazionale secondo l'ultimo documento della IASP(è un'organizzazione professionale che riunisce scienziati, clinici e operatori sanitari per lo studio e la cura del dolore. L'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AISD, è il capitolo italiano)non riconosce il dolore miofasciale come un'entita' riconosciuta ma viene citato solamente il termine dolore miofasciale temporomandibolare(l disturbo dell'articolazione temporomandibolare, spesso definito disturbo dell'ATM, colpisce l'articolazione della mandibola e i muscoli circostanti. Può causare disagio e influire sul movimento della mandibola. La causa esatta del disturbo dell'ATM non è sempre chiara, ma diversi fattori possono contribuire al suo sviluppo. Questi fattori possono includere lesioni alla mandibola, artrite, digrignamento o serraggio dei denti, che esercitano una pressione eccessiva sull'articolazione. Stress e ansia possono anche svolgere un ruolo nell'esacerbare i sintomi. Inoltre, il disallineamento dei denti o della mascella, una cattiva postura o la genetica possono aumentare il rischio di sviluppare disturbi dell'ATM. Comprendere le potenziali cause di questa condizione può aiutare gli individui ad adottare misure preventive e a gestire efficacemente i propri sintomi).